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gretler intermedia GmbH - Internetagentur und Softwareentwicklung

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La politica climatica della Svizzera non può limitarsi ai confini nazionali, ma deve garantire una giustizia climatica alle popolazioni più povere. (IMMAGINE)

03.05.2021 | 10:30 Uhr | Ressort: | Quelle: Presseportal

201806mali-biasio1509.jpgMali, regione di Koulikoro, erosione vicino a Wegnia. Per chi vive nei Paesi in via di sviluppo la crisi climatica appartiene già oggi all'amara realtà. / Testo complementare con ots e su www.presseportal.ch/fr/nr/100000088?langid=4 / L' utilizzo di quest'immagine è gratuito per scopi redazionali. Pubblicazione sotto indicazione di fonte: "obs/Caritas Schweiz / Caritas Suisse/Fabian Biasio"

Lucerna (ots) - Temperature estreme, siccità e inondazioni - il 2020 è stato uno dei tre anni più caldi mai registrati. Mentre il riscaldamento ambientale è una minaccia per tutti noi, nel Sud del mondo gli effetti del cambiamento climatico sono già una realtà. Con il suo elevato tasso di emissioni di gas serra, la Svizzera ha una grande responsabilità nel limitare il cambiamento climatico globale e nel gestire gli effetti negativi. Per garantire una giustizia climatica nei confronti dei Paesi più poveri, la Svizzera deve ridurre drasticamente le proprie emissioni di CO2 e sostenere maggiormente i Paesi più indigenti in termini di protezione del clima.

Nel raffronto mondiale e, in particolare, rispetto ai Paesi in via di sviluppo, la Svizzera emette quantità molto elevate di gas serra. Secondo l'Ufficio federale dell'ambiente, con circa 14 tonnellate di CO2 equivalente pro capite, l'impronta ecologica della Svizzera in termini di gas serra corrisponde a più del doppio dell'impronta media mondiale, pari a quasi 6 tonnellate. Le emissioni pro capite nei Paesi africani, invece, sono minime.

Mentre le emissioni di gas serra a livello nazionale sono in leggero calo, la nostra impronta ambientale all'estero diventa sempre più grande. Questo perché la Svizzera ha esternalizzato le industrie ad alta intensità energetica e di materie prime e il mercato finanziario elvetico continua a puntare sull'estrazione di carbone e sull'industria petrolifera. E perché il nostro standard di vita si basa in gran parte su importazioni convenienti da Paesi indigenti, perché voliamo spesso e perché il nostro consumo di carne comporta una produzione di foraggio nei Paesi in via di sviluppo dannosa per il clima.

La questione del clima è una questione di giustizia

Il cambiamento climatico costituisce una minaccia per tutti noi. Particolarmente colpiti sono però i Paesi in via di sviluppo. Sono proprio questi Paesi, responsabili soltanto di una minima parte dei mutamenti climatici globali, a subirne i maggiori danni. Attraverso le nostre emissioni di gas serra contribuiamo in misura considerevole al riscaldamento ambientale e facciamo così aumentare ulteriormente la fame e la povertà nei Paesi del sud.

I più toccati dal problema climatico sono i soggetti indigenti, spesso donne e bambini, piccoli agricoltori, popoli indigeni nonché le persone che vivono nelle baraccopoli, che diventano quindi ancora più vulnerabili. La crisi climatica peggiora gli ostacoli allo sviluppo esistenti e mette in difficoltà milioni di persone in tutto il mondo privandole della base esistenziale e costringendole alla fuga.

Caritas Svizzera sostiene le misure climatiche nei Paesi in via di sviluppo

L'Africa subisce particolarmente gli effetti nefasti del cambiamento climatico: le persone e gli ecosistemi sono minacciati perché le ondate di calore, i periodi di siccità, gli incendi, le inondazioni e le forti piogge aumentano di intensità e il livello del mare si sta alzando. In molti Paesi africani, l'80 percento della popolazione lavora nell'agricoltura, un settore quasi completamente privo di sistemi di irrigazione per cui è di vitale importanza poter contare su precipitazioni affidabili. Questo dato di fatto rende la popolazione molto sensibile ai cambiamenti climatici. Nel Sahel, ad esempio, gli allevatori e gli agricoltori sono confrontati con periodi di siccità molto più lunghi che in passato. In Paesi come Mali, Niger, Ciad e Burkina Faso i terreni rendono sempre di meno, i raccolti vengono a mancare, il bestiame e i possedimenti vanno persi e i redditi delle persone sono fortemente minacciati.

L'obiettivo primario di Caritas è contrastare la povertà e assistere le persone bisognose. Questo intento è strettamente correlato al cambiamento climatico. Con i suoi progetti sul clima, Caritas Svizzera sostiene le persone colpite affinché possano adattarsi meglio ai cambiamenti locali dovuti al riscaldamento globale e ambire così a nuove prospettive nella loro vita.

La grande responsabilità climatica della Svizzera

Con il suo elevato tasso di emissioni di gas serra pro capite, la Svizzera ha una grande responsabilità ed è chiamata ad adottare misure efficaci per il contenimento del cambiamento climatico e la gestione degli effetti devastanti dovuti al riscaldamento ambientale. Con la sottoscrizione dell'accordo di Parigi sul clima, la Svizzera si è impegnata ad agire.

Nel quadro dell'accordo internazionale sul clima e per garantire una giustizia climatica nei confronti dei Paesi più poveri, la Svizzera deve abbassare drasticamente le proprie emissioni di CO2 e allo stesso tempo sostenere maggiormente i Paesi più indigenti in termini di protezione del clima e nell'adeguamento ai mutamenti climatici.

Nei prossimi anni, la Svizzera deve abbandonare i combustibili fossili e promuovere catene di valore socialmente ed ecologicamente responsabili, un'economia circolare efficiente in termini di risorse, una mobilità e consumi rispettosi del clima nonché un'agricoltura e un'alimentazione sostenibili. La legge sul CO2 riveduta è un primo, importante passo in questa direzione.

In considerazione della grande responsabilità climatica della Svizzera, il Consiglio federale deve, in aggiunta ai fondi della collaborazione allo sviluppo pubblica, raddoppiare almeno fino a un 1 miliardo di franchi all'anno i fondi per il clima per i Paesi in via di sviluppo. Oltre al finanziamento internazionale per il clima, occorre elargire più contributi d'indennizzo ai Paesi in via di sviluppo - per raccolti scarsi e carestie dovute ai cambiamenti climatici, per edifici e infrastrutture distrutte in seguito a inondazioni e uragani nonché per perdite di terreni causati dal clima, quali desertificazione, erosione del suolo o perdita di vegetazione. I Paesi in via di sviluppo hanno il legittimo diritto di ricevere sostegno dai Paesi ricchi, responsabili della crisi climatica.

Il documento di posizione di Caritas "Garantire una giustizia climatica" è disponibile su

www.caritas.ch/documenti-di-posizione.

Contatto:

Per maggiori informazioni e interviste sono a vostra disposizione Peter Marbet, direttore di Caritas Svizzera, tel. 041 419 22 18, e-mail pmarbet@caritas.ch, oppure Fabrice Boulé, responsabile Comunicazione Svizzera romanda e interlocutore Svizzera italiana,
tel. 041 419 23 36, e-mail fboule@caritas.ch.